p 196 .
Sintesi.
     
Alla  fine  della  seconda guerra mondiale l'Italia versava  in  gravi
condizioni   economiche.   novecentocinquantesimo   crisi   produttiva
generalizzata   provocava   una   vasta   disoccupazione   e   rendeva
problematico  l'approvvigionamento dei generi di prima  necessit.  Le
conseguenti misere condizioni di vita di gran parte della popolazione,
cui  si  univano  gli effetti di una guerra civile  appena  terminata,
erano  causa  di  elevata  tensione  sociale.  Nelle  regioni  centro-
settentrionali l'esperienza della lotta di liberazione  aveva  diffuso
l'aspettativa di profonde trasformazioni politiche e civili.  Nel  sud
l'occupazione  alleata e l'attaccamento popolare  alla  monarchia  non
avevano  consentito  mutamenti  politico-sociali.  In  Sicilia   aveva
ripreso  vigore  il movimento separatista, legato agli  interessi  dei
latifondisti e della mafia.  (Paragrafo 1).
I  rapporti  politici  erano caratterizzati dal  ruolo  dominante  dei
partiti di massa, ossia della democrazia cristiana (seicentesimo), del
partito socialista di unit proletaria (PSIUP) e del partito comunista
(PCI), che alle elezioni del 2 giugno 1946 raccolsero complessivamente
i  tre  quarti  dei  voti.  La  collocazione  dell'Italia  nella  zona
d'influenza anglo-americana incider sulla politica interna ed estera.
(Paragrafo 2).
novecentonovantanovesimo primo governo dell'Italia liberata,  composto
da  tutti  i  partiti del CLN e presieduto dall'esponente del  partito
d'azione Ferruccio Parri, ebbe vita breve a causa dei contrasti tra le
forze  progressiste  e  quelle conservatrici. Il  successivo  governo,
presieduto  dal  segretario della seicentesimo Alcide  cinquecentesimo
Gasperi,  avvi  una  politica interna ed  economica  di  orientamento
moderato. Il 2 giugno 1946 le elezioni per il referendum istituzionale
segnarono   il  successo  della  repubblica,  quelle  per  l'assemblea
costituente  assegnarono alla seicentesimo il 35,2% dei voti,  seguita
dal PSIUP (20,7%) e dal PCI (19%).  (Paragrafo 3).
Dopo  le  elezioni  del  2  giugno  1946  la  collaborazione  tra   la
seicentesimo  e  le sinistre venne mantenuta, nonostante  le  profonde
divergenze  in politica economica ed estera e bench fosse  osteggiata
dal Vaticano e mal vista dagli Stati Uniti. Nel maggio del 1947, per,
dopo  la  firma dei trattati di pace e l'approvazione dell'articolo  7
della Costituzione, l'accordo venne meno e si form un nuovo esecutivo
interamente  composto  da democristiani, eccetto  due  liberali  e  un
indipendente.  Per  risanare  l'economia venne  attuata  una  politica
deflazionistica,   basata   sulla   restrizione   dei   crediti,   sul
contenimento della spesa pubblica e

p 197 .

sull'aumento  delle  tariffe, che produsse un effettivo  miglioramento
della  situazione finanziaria, ma provoc anche un peggioramento della
condizioni  di  vita  della  classi  popolari.  novecentocinquantesimo
conseguente  tensione sociale caus problemi di ordine  pubblico,  che
furono  affrontati  con  il ricorso a misure repressive  dal  ministro
degli interni Mario Scelba.  (Paragrafo 4).
novecentonovantanovesimo  22 dicembre 1947 venne  approvato  il  testo
definitivo  della  Costituzione, frutto dello  sforzo  compiuto  dalle
varie  forze  politiche  per conciliare le loro differenti  ideologie.
Tale  unitariet  di intenti, per, non corrispondeva  alla  effettiva
realt  politica, ormai caratterizzata da profondi contrasti, per  cui
alcune   qualificanti   norme   costituzionali   restarono   a   lungo
inapplicate. L'unit delle forze antifasciste si ruppe definitivamente
nell'aprile   del   1948,  con  le  elezioni  del   primo   parlamento
repubblicano, che si svolsero in un clima di scontro frontale tra  PCI
e  PSI,  uniti  nel "fronte democratico popolare", e  forze  moderate,
guidate  dalla seicentesimo. Queste ultime ottennero una  schiacciante
maggioranza.  (Paragrafo 5).
Vinte  le  elezioni del 1948, De Gasperi form un governo sorretto  da
una   coalizione   definita  "centrista",   in   quanto   formata   da
seicentesimo, PLI, PSLI e PRI. L'ampia maggioranza parlamentare favor
la  stabilit politica, bench esistessero differenti orientamenti  di
politica     economica    tra    i    partiti    della     coalizione.
novecentocinquantesimo tensione sociale rest  comunque  elevata;  nel
luglio  del  1948  un  attentato al leader del PCI  Palmiro  Togliatti
scaten  un'ondata  di  protesta che port il  paese  sull'orlo  della
guerra  civile.  All'interno  della CGIL  i  contrasti  tra  le  varie
componenti  portarono alla scissione e alla formazione  di  altri  due
raggruppamenti  sindacali: i democristiani fondarono la confederazione
italiana  sindacati  lavoratori (CISL),  mentre  i  repubblicani  e  i
socialdemocratici dettero vita all'unione italiana del  lavoro  (UIL).
(Paragrafo 6).
novecentocinquantesimo politica economica dei governi centristi  cerc
di combinare libert d'impresa e intervento dello stato. Condizioni di
favore  vennero assicurate ai settori meccanico, metallurgico, chimico
ed elettrico, ritenuti trainanti. La necessit di alloggi, determinata
dalle  distruzioni  belliche  e dalle migrazioni  interne,  favor  la
ripresa   dell'edilizia,  che  in  molte  aree   ebbe   uno   sviluppo
incontrollato. novecentonovantanovesimo governo intervenne soprattutto
in  campo  monetario  e  finanziario,  per  arrestare  l'inflazione  e
risanare  il  bilancio  dello  stato, e  nei  settori  siderurgico  ed
energetico.  (Paragrafo 7).
Per   attenuare   la  disoccupazione,  affrontare  la  carenza   delle
abitazioni   e  l'arretratezza  delle  regioni  meridionali,   vennero
adottati   provvedimenti  di  varia  portata.  La   riforma   agraria,
sollecitata  da  un crescente movimento di protesta, produsse  qualche
limitato   miglioramento;  la  Cassa  per  il  Mezzogiorno   cur   la
costruzione di infrastrutture e cerc di promuovere lo sviluppo  delle
aree depresse. La revisione del sistema tributario garant un maggiore
reddito, ma non riusc a debellare la piaga dell'evasione fiscale.
La   ripresa  economica,  soddisfacente  sul  piano  quantitativo,  fu
accompagnata da squilibri tra i vari settori produttivi e tra  regioni
pi  e  meno sviluppate; da quelle meridionali, rimaste in gran  parte
escluse dalla crescita, inizi una massiccia emigrazione verso il nord
e l'Europa centrale. (Paragrafo 8).
Il   disagio   degli   strati   pi   poveri   della   popolazione   e
l'insoddisfazione  delle  masse operaie  e  contadine,  sostenute  dai
partiti di sinistra e dalla CGIL, causarono una serie di scioperi e di
manifestazioni   di  piazza,  che  il  ministro  degli   interni,   il
democristiano  Mario  Scelba, affront con  decisione,  potenziando  i
mezzi a disposizione delle forze dell'ordine.
Le  principali  scelte di politica estera furono l'adesione  al  Patto
atlantico,  duramente  contrastata da socialisti  e  comunisti,  e  la
partecipazione alle iniziative per l'integrazione europea.  (Paragrafo
9).
Alle  elezioni  del  1953  i  partiti della coalizione  centrista  non
ottennero  i  voti necessari per guadagnare il premio  di  maggioranza
previsto   dalla   nuova   legge  elettorale,   varata   prima   della
consultazione,  nonostante la dura opposizione delle sinistre  che  la
definirono  "legge truffa". Segu pertanto un periodo di  instabilit,
nel  corso  del  quale,  all'interno della  seicentesimo,  guidata  da
Amintore  Fanfani dopo la morte di Alcide De Gasperi,  si  diffuse  un
orientamento favorevole ad un'apertura verso i socialisti. Questi  nel
frattempo stavano prendendo le distanze dal partito comunista, a causa
anche  dei contrasti insorti dopo le vicende verificatesi nel 1956  in
Europa orientale.   (Paragrafo 10).
Nonostante  l'instabilit politica, tra il 1953  e  il  1958,  vennero
poste  le  basi  per una rapida espansione economica. Questa  fu  resa
possibile  da  vari  fattori: la disponibilit di manodopera  a  basso
costo  in  seguito alla disoccupazione e alle migrazioni  interne,  la
relativa  stabilit monetaria, la disponibilit di  capitali  per  gli
investimenti e il sostegno dello stato.

p 198 .

Importanti  mete  vennero raggiunte nel processo di  attuazione  della
costituzione,   con  l'insediamento  della  corte   costituzionale   e
l'istituzione del consiglio superiore della magistratura.
Per quanto concerne la politica estera, venne finalmente raggiunto  un
accordo  con  la  Iugoslavia sulla questione di Trieste,  l'Italia  fu
ammessa  all'ONU e sottoscrisse i trattati istitutivi  della  comunit
economica europea (CEE) e della comunit europea per l'energia atomica
(EURATOM). (Paragrafo 11).
